Quarant’anni sono un traguardo che invita a fare memoria del cammino percorso. La cooperativa sociale Il Gruppo ETS ha scelto di festeggiarli con lo sguardo rivolto al futuro, facendosi un regalo che vale molto più di un anniversario: la sua prima sede di proprietà, in via Castellana 93 Ter a Mestre. Più che un edificio, è una “casa”: un luogo che esprime il desiderio di mettere radici senza smettere di crescere. E le radici, per una cooperativa che da quarant’anni vive ogni giorno il verde, gli alberi e il legno, non sono soltanto un’immagine. Sono quasi un modo di essere. Perché chi lavora con gli alberi sa che le radici non servono a trattenere una pianta, ma a darle la forza di continuare a crescere. È da queste radici che continua a crescere una realtà che, da quarant’anni, crea opportunità di inclusione attraverso il lavoro.

La storia della cooperativa comincia nel 1986. Un gruppo di genitori, sostenuto dall’intera comunità di Campalto, sceglie di trasformare un bisogno sociale in un progetto concreto: creare un luogo in cui il lavoro diventi occasione di inclusione e di riscatto per le persone in condizione di svantaggio, in particolare per chi conclude un percorso di recupero dalla tossicodipendenza. È da quella intuizione che nasce Il Gruppo. Quella visione non è mai cambiata. Negli anni si sono evolute le attività, sono cresciute le competenze e si sono moltiplicati i servizi, ma è rimasta la stessa convinzione: il lavoro può essere uno strumento capace di restituire autonomia, dignità e futuro alle persone. Oggi la cooperativa conta una trentina tra soci e dipendenti e opera nella manutenzione del verde, nella progettazione e cura di parchi e giardini, nella falegnameria, nell’installazione e manutenzione di aree gioco e arredo urbano, nei lavori di carpenteria, nei piccoli interventi edili e in numerosi altri servizi. Attività diverse tra loro, ma accomunate dalla stessa idea: prendersi cura degli spazi significa, prima ancora, prendersi cura delle persone.

C’è però un materiale che racconta meglio di ogni altro l’identità della cooperativa.

Il legno. Per Il Gruppo ETS, non è semplicemente una materia prima. È parte della propria storia. Nella falegnameria prende forma il lavoro quotidiano, e nelle mani del presidente Gabriele Zornetta quel legno continua a vivere anche oltre la sua funzione originaria. Dagli scarti nascono tavoli, complementi d’arredo, oggetti e vere e proprie opere artigianali, realizzate valorizzando ciò che altri considererebbero materiale da eliminare. Per Zornetta il rapporto con il legno nasce molto prima della cooperativa. Aveva appena tredici anni quando ha iniziato a lavorarlo e da allora non ha mai smesso. Ancora oggi c’è un profumo che riesce a riportarlo a quel ragazzo: quello del legno appena tagliato. Un odore che non racconta soltanto un mestiere, ma il tempo. Perché il legno custodisce la memoria degli anni, delle stagioni, del vento e della pioggia che hanno attraversato l’albero da cui proviene. Lavorarlo significa entrare in dialogo con quella storia senza cancellarla. Ogni venatura è una traccia, ogni nodo un frammento di vita. E forse è proprio questo il fascino del legno: la possibilità di trasformarlo senza fargli perdere la sua anima.

È un modo di guardare il legno che racconta molto della cooperativa stessa. Saper riconoscere valore dove altri vedono soltanto uno scarto. Dare una nuova possibilità, una nuova forma, una nuova vita. Un principio che appartiene al legno, ma che da quarant’anni appartiene soprattutto alle persone.

Da questa esperienza nasce anche la riflessione del presidente.

“Il legno insegna l’umiltà. Ti ricorda che ogni tronco ha una storia diversa, che ogni venatura racconta il tempo che ha attraversato e che la forza non sta nella rigidità. Sta nella capacità di piegarsi senza rompersi. Se provi a forzarlo, si spezza. Se impari a conoscerlo e a rispettarlo, scopri quanto può essere resistente. Credo che anche una cooperativa debba essere così. In quarant’anni siamo cambiati tante volte, ci siamo adattati ai bisogni del territorio, abbiamo accolto nuove sfide e nuovi lavori, senza perdere la nostra identità. Come un albero, puoi crescere in tante direzioni, ma solo se le radici restano profonde.» La nuova sede racconta proprio questo.

Non è soltanto un edificio da inaugurare, ma una casa da vivere. Uno spazio pensato per le persone, dove il lavoro si intreccia con la condivisione. Accanto agli ambienti operativi trova posto anche un piccolo orto a disposizione dei dipendenti e dei soci, nato per coltivare relazioni oltre che prodotti, perché una cooperativa cresce anche attraverso i momenti quotidiani vissuti insieme.

Ma questa nuova casa è soprattutto il punto di partenza per i progetti dei prossimi anni. La visione è quella di diventare anche vivaio, affiancando alla manutenzione del verde la coltivazione delle piante. La richiesta è già stata presentata alla Regione Veneto.  Accanto allo sviluppo delle attività continua anche quello della cultura organizzativa. Pur operando in settori tradizionalmente considerati maschili, Il Gruppo ha ottenuto la certificazione per la parità di genere e guarda al futuro con l’obiettivo di coinvolgere sempre più donne nei propri mestieri, nella convinzione che non esistano lavori da uomini o da donne, ma talenti e competenze da valorizzare.

Quarant’anni, allora, non rappresentano un punto di arrivo.

Rappresentano la conferma che una cooperativa può continuare a crescere Proprio come il legno conserva la memoria dell’albero da cui proviene anche quando assume una forma nuova, Il Gruppo ETS guarda avanti senza perdere ciò che lo ha reso quello che è. Ogni nuovo progetto nasce da questa storia e apre possibilità nuove. E’ questo, forse, il significato più autentico del mettere radici.