Oltre i numeri: la visione di un Consorzio che guarda al futuro

Più che un bilancio, una visione. I risultati economici approvati dai soci del Consorzio C.S.U. Zorzetto rappresentano infatti il punto di partenza per raccontare una trasformazione più ampia: quella di un’organizzazione che punta a diventare sempre più un laboratorio di innovazione sociale, progettazione e sviluppo della cooperazione. L’assemblea dei soci, riunitasi il 6 giugno per l’approvazione del bilancio consuntivo e del Bilancio Sociale 2025, è stata così l’occasione per ripercorrere il lavoro svolto negli ultimi due anni e condividere la direzione che il Consorzio intende seguire nei prossimi anni. Ad aprire i lavori è stata la relazione della presidente Laura Baldo, che ha ripercorso i primi due anni del mandato del Consiglio di amministrazione, tracciando una visione che guarda oltre la gestione ordinaria dei servizi. “Quando ci siamo insediati – ha spiegato – abbiamo trovato un Consorzio con una storia importante e competenze solide, ma inserito in un contesto profondamente cambiato. Per questo il nostro obiettivo non è stato semplicemente amministrare l’esistente, ma iniziare un percorso di evoluzione del CSU, rafforzandone la struttura organizzativa e preparandolo alle sfide future”.

Una visione che trova conferma anche nei numeri del bilancio 2025. Il Consorzio ha chiuso l’esercizio con un utile, in crescita rispetto al 2024. Ma i risultati economici rappresentano soltanto una parte del percorso. Nel corso dell’assemblea è stato illustrato anche il Bilancio Sociale 2025, che conferma la volontà del Consorzio di misurare non soltanto gli aspetti economici della propria attività, ma anche il valore sociale, ambientale e organizzativo generato sul territorio. Negli ultimi due anni il Consorzio ha investito nel rafforzamento della governance, nella riorganizzazione interna, nello sviluppo di nuovi servizi e in una progettazione sempre più orientata ai bisogni delle comunità. Tra gli obiettivi strategici illustrati dalla presidente Baldo emerge anche il percorso di fusione con il Consorzio Insieme, avviato nei mesi scorsi e che punta a rafforzare ulteriormente la cooperazione tra realtà di tipo A e di tipo B.

“Non si tratta soltanto di un’operazione organizzativa – ha sottolineato – ma di una scelta strategica che guarda al futuro della cooperazione sociale. Integrare cooperative di tipo A e di tipo B significa mettere insieme competenze diverse, ampliare la presenza territoriale e presentarsi agli enti pubblici con una proposta di servizi sempre più completa, qualificata e integrata”.

Accanto ai servizi tradizionali cresce anche l’impegno nella progettazione sociale. Durante l’assemblea sono stati presentati i progetti dedicati all’inclusione lavorativa, alla rigenerazione urbana e all’adattamento climatico, oltre al metodo Valoris, un percorso di ricerca e valutazione sviluppato per misurare il valore sociale ed economico generato dall’inserimento lavorativo delle persone in situazione di svantaggio. Più che uno studio, rappresenta uno strumento capace di rendere visibile l’impatto concreto della cooperazione sociale sulle persone, sulle comunità e sul sistema pubblico, offrendo elementi utili per orientare le future politiche di welfare e di inclusione e per dimostrare, con dati oggettivi, quanto investire nell’inclusione significhi produrre benefici che vanno ben oltre il singolo percorso lavorativo.

Parallelamente prosegue anche il percorso di innovazione organizzativa, con investimenti nella digitalizzazione dei processi interni, nella gestione delle gare, nella progettazione europea e in una nuova strategia di comunicazione pensata per raccontare con maggiore continuità il valore della cooperazione sociale e rafforzare il dialogo con cittadini, istituzioni e partner.

Per il direttore del Consorzio, Lorenzo Montagni, questa evoluzione rappresenta però qualcosa di ancora più ampio: “L’obiettivo non è soltanto rendere il Consorzio  più efficiente dal punto di vista organizzativo e capace di intercettare possibilità di lavoro per le cooperative, ma farlo diventare anche un luogo capace di produrre “cultura” sul sociale: uno spazio stabile di confronto, studio e approfondimento, dove cooperative, istituzioni e professionisti possano leggere insieme i cambiamenti della società e costruire risposte innovative ai nuovi bisogni del territorio”. Guardando al futuro, la presidente Baldo ha invitato le cooperative associate ad avviare una riflessione anche sul ricambio della governance, in vista della conclusione del mandato dell’attuale Consiglio di amministrazione. “Credo che uno dei compiti più importanti di un Consiglio di amministrazione non sia soltanto quello di amministrare bene durante il proprio mandato, ma anche quello di preparare il terreno per chi verrà dopo, lasciando un’organizzazione più forte, più strutturata e con una visione chiara”.

Il messaggio emerso dall’assemblea è quello di un Consorzio che, pur continuando a garantire servizi e supporto alle cooperative associate, punta sempre più a diventare un luogo di sviluppo della cooperazione sociale, capace di mettere in rete competenze, promuovere innovazione e costruire risposte condivise ai nuovi bisogni sociali e ambientali del territorio. Una visione che guarda oltre la gestione degli appalti e che punta a fare del C.S.U. Zorzetto non solo una rete di cooperative, ma un laboratorio permanente di idee, progettazione e confronto, capace di accompagnare l’evoluzione del Terzo Settore e contribuire alla costruzione del welfare del futuro.